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25 febbraio 2015

Report riunione del tavolo tecnico sul Processo Civile Telematico

Diritto civile

Diritto civile

Report della riunione del tavolo permanente sul Processo Civile Telematico istituito presso il Ministero della Giustizia – verifica dei protocolli di prassi - del 25 febbraio 2015 (rif. Nota Gab. 6732 del 18 febbraio 2015).
La riunione, convocata a seguito di quanto emerso nell’ultima riunione del tavolo permanente del 14 gennaio 2015, in ordine alla ricognizione dei protocolli e delle prassi locali, promossa su iniziativa dell’ANM, è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto, Barbara Fabbrini, con la partecipazione del nuovo Direttore generale S.I.A., Pasquale Liccardo, nonché di magistrati e dirigenti addetti alla Direzione della giustizia civile e dell’Ispettorato Generale.
Per l’ ANM ha partecipato la sottoscritta Ileana Fedele in continuità con le pregresse sessioni.
Erano inoltre rappresentati il Consiglio Nazionale Forense, la Cassa Forense, l’Associazione Dirigenti Giustizia nonché gli Osservatori Civili.
Il Vice Capo di Gabinetto in apertura ha richiamato il tema posto all’ordine del giorno, di cui alla nota di convocazione del 18 febbraio 2015, premettendo l’opportunità di verificare lo stato dei lavori del sotto gruppo promosso su iniziativa dell’ANM, come illustrato nell’ultima riunione del tavolo permanente, prima di procedere alla formalizzazione dello stesso con apposita nota del Ministro in vista dalla prossima sessione plenaria.
L’ANM, prima di procedere nell’illustrazione dell’attività svolta, ha aperto il proprio intervento rivolgendo i migliori auguri al nuovo Direttore S.I.A., magistrato di lunga esperienza nel settore, che collaborò direttamente alla fase di ideazione e progettazione del PCT. Ha poi richiamato l’intervento svolto nell’ultima riunione del Tavolo permanente, sollecitando l’attenzione di tutti i presenti sull’ulteriore scadimento del sistema e sulla “drammaticità” delle condizioni in cui il PCT attualmente versa (tanto da indurre lo sconforto anche nei colleghi che più si sono “spesi” per sostenerne lo sviluppo) sia per i blocchi del sistema - ormai continui - che per la totale inadeguatezza dell’assistenza, incapace di risolvere prontamente i problemi che quotidianamente i colleghi si trovano ad affrontare (emblematica l’assenza di adeguate informazioni sui malfunzionamenti delle smart card, strumenti indispensabili per accedere all’applicativo consolle e per sottoscrivere digitalmente i provvedimenti). Ha, dunque, evidenziato che, senza disconoscere il rilievo dell’attività di ricognizione ed armonizzazione delle prassi, nel momento attuale l’assoluta priorità è rappresentata dalla garanzia di adeguato funzionamento del sistema.
Il Vice Capo di Gabinetto ha assicurato che il Ministero ha ricevuto la nota inviata in proposito dall’ANM - definita articolata e ricca di utili spunti di riflessione – riservando di rispondere, anche in sede di sessione plenaria; ha, quindi, chiesto che gli interventi fossero concentrati sul tema indicato nella convocazione.
L’ANM, richiamando comunque integralmente il proprio documento del 17 febbraio u.s., ha illustrato l’iniziativa assunta sul tema della riunione, ispirata dall’esigenza di giungere alla armonizzazione dei diversi protocolli adottati dagli uffici sul territorio, almeno con riferimento ad alcune linee essenziali. E’ stata, quindi, spontaneamente avviata una prima riflessione da parte di un sottogruppo del tavolo permanente, coordinato dalla stessa ANM ed al quale hanno preso parte rappresentanti dell’Avvocatura di Stato (il cui coinvolgimento anche per la presente fase è stato espressamente sollecitato, ricevendo piena adesione da parte dell’Ufficio di Gabinetto, che ha addotto a mero errore la mancata convocazione per la presente sessione), della Cassa Forense, del Consiglio Nazionale Forense, dell’Associazione Dirigenti, oltre ai due tecnici DGSIA addetti allo sviluppo del PCT. E’ stato quindi illustrato il lavoro svolto durante alcune riunioni – avvalendosi delle strutture della DGSIA – rinviando ai verbali appositamente predisposti e circolati fra i partecipanti. In sintesi, sono state tenute tre riunioni, nel corso delle quali sono stati censiti i diversi protocolli approvati dagli uffici, identificate le esperienze di maggiore interesse ed individuati i temi da trattare, ripartiti fra i vari partecipanti secondo le competenze: individuazione dei temi da inserire nelle linee guida e delimitazione del campo di applicazione rispetto a materie che richiedono necessariamente una disciplina normativa primaria o secondaria, compito attribuito alla scrivente; ricognizione della codifica degli errori nel deposito degli atti, compito attribuito al collega Consolandi, con il necessario supporto tecnico della D.G.S.I.A.; illustrazione delle problematiche connesse alle comunicazioni, compito attribuito all’Avvocatura Generale dello Stato; analisi della struttura dell’atto ed indicizzazione degli allegati, compito attribuito al CNF, nonché, con specifico riferimento al procedimento monitorio, alla Cassa Forense; problematiche connesse al rilascio delle copie ed al pagamento del contributo, compito attribuito all’Associazione Dirigenti. Infine, ha evidenziato che, almeno in prima battuta, si è ritenuto di restringere l’intervento al contenzioso civile ordinario ed al procedimento monitorio, riservando ad un momento successivo, coinvolgendo specifiche professionalità, l’approfondimento di settori particolari, come le esecuzioni e le procedure concorsuali, la volontaria giurisdizione, la famiglia, il rito locatizio.
Il CNF ha chiesto preliminarmente che, come avvenuto nelle precedenti riunioni del sottogruppo, si possa offrire la possibilità di presenziare alle riunioni con strumenti di videoconferenza, per consentire la partecipazione anche di rappresentanti sul territorio. Nel merito, ha confermato la disponibilità a collaborare, avendo già avviato le riflessioni sul tema assegnato. Ha inoltre evidenziato il problema del coordinamento della normativa specifica sul PCT rispetto al DPCM di recente approvazione sulle copie informatiche, in attuazione dell’art. 71 CAD, ed il ritardo nell’accettazione degli atti telematici da parte delle cancellerie. Infine, è stata sottolineata la difficoltà connessa al carattere “ibrido” del fascicolo di ufficio (in parte cartaceo ed in parte digitale), soprattutto nella fase di passaggio ai gradi successivi.
Anche l’Associazione Dirigenti ha espresso preoccupazioni per la gestione del fascicolo di ufficio, chiedendo di includere tale tema a quelli già attribuiti.
La Cassa Forense ha ribadito la disponibilità a proseguire nella collaborazione già proficuamente avviata.
Gli Osservatori, nell’evidenziare il valore dei protocolli e delle prassi elaborate a livello locale, ha incentrato il proprio contributo sulla tematica dell’ufficio del processo, a supporto del giudice, auspicando che vengano effettuati gli investimenti necessari per lo sviluppo del PCT.
La Direzione generale della giustizia civile ha illustrato l’attività svolta nella ricognizione dei protocolli locali.
L’Ispettorato generale ha illustrato l’esito delle ispezioni in corso con riferimento alle tematiche di interesse del PCT.
Ha, infine, preso la parola il Direttore generale S.I.A. svolgendo un intervento di ampio respiro, esteso ad una prima ricognizione dei problemi da affrontare, a partire dalla priorità di assicurare il regolare funzionamento del sistema (riducendo i blocchi ad imprevisti “imprevedibili”) e di ripensare all’assistenza, mirata sul software, nel quadro, comunque, di una realizzazione che sta cambiando ed ha cambiato il modo di lavorare e di accedere al patrimonio informativo processuale. Ha convenuto, comunque, sull’esigenza di approfondire i temi emersi nel corso della riunione, convenendo altresì sulla scelta di riservare ad una successiva riflessione i settori specifici – pur di assoluto rilievo sul piano della tutela dei diritti – anche per l’esigenza di avviare, in parallelo, una revisione mirata degli applicativi (ponendo in evidenza anche il ritardo nell’informatizzazione del settore minorile). Infine, ha sottolineato la centralità del ruolo che dovrebbe essere svolto dall’ufficio del processo, da realizzare unitamente ad una profonda revisione del mansionario del personale.
Il Vice Capo di Gabinetto ha, quindi, concluso la riunione preannunciando la formalizzazione del gruppo di lavoro, che, nella prossima riunione plenaria, verrà comunque aperto alla partecipazione di tutti i rappresentanti del tavolo permanente. 
Ileana Fedele 



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