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23 novembre 2018

Minisci: le prescrizioni non sono colpa dell'inerzia dei pm

Per il presidente dell'ANM, i numeri vanno saputi leggere


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Roma, 23 novembre - "I numeri vanno saputi leggere: i dati che dicono che i reati si prescrivono nella fase delle indagini non sono così, si prescrivono perchè il pm ha concluso le indagini e ha chiesto al tribunale la data di udienza, ma per carenza di risorse e per i grandi numeri il tribunale non riesce a fissare le udienze. Non c'entra l'inerzia del pubblico ministero: va fatta definitivamente chiarezza, sono dati molto precisi". Così il presidente dell'ANM Francesco Minisci a "Radio anch'io" su Rai Radio1. "Sfatiamo questo mito dei reati che si prescrivono durante le indagini perchè non è così", ha proseguito Minisci, per il quale "dobbiamo intervenire sulla redistribuzione delle piante organiche, implementare il personale amministrativo, mettere nelle condizioni i tribunali di ricevere tutti quei fascicoli e quei processi che la Procura chiede che siano celebrati". "La legge prevede che i capi degli uffici che non organizzano bene i propri uffici non vengano confermati dopo i primi 4 anni. Sotto questo profilo il Csm ha una grande attenzione, sull'organizzazione si è dedicato molto. Non ci sono dubbi che anche l'organizzazione ha il suo ruolo, ma se i numeri sono alti, se ci sono migliaia di fascicoli ogni giorno, se ci sono una serie di reati che dobbiamo trattare senza possibilità di sbocco perchè non hanno nessuna deterrenza, allora interveniamo con una seria depenalizzazione e portiamo a processo solo ciò che è veramente utile e efficace", ha concluso. 



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