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6 novembre 2013

La verità dell'Europa sui magistrati italiani n.3

Dossier a cura dell'ANM. Fonte Commissione europea per l'efficacia della giustizia (Cepej 2012)

Per la terza volta in pochi anni l’ANM pubblica questo Dossier con cui si ripropone, per motivi di trasparenza, di divulgare ai cittadini-utenti nonché ai ceti professionali e politici interessati alla cd. questione-giustizia alcune importanti informazioni – corrette ed esatte perché attinte da documenti internazionali “certificati” – che diano risposte di verità ai più ricorrenti “luoghi comuni” concernenti taluni aspetti peculiari della magistratura italiana, tuttora oggetto, purtroppo, di affermazioni e di pubblicazioni false.
Tali “luoghi comuni” sui magistrati italiani riguardano, in particolare:
- le retribuzioni, indicate come le più alte in Europa;
- una scarsa produttività, confusa con il ben diverso problema della irragionevole durata dei processi;
- la giustizia disciplinare, ritenuta “corporativa o domestica”.
Il Dossier si basa esclusivamente sui recentissimi dati dell’ottobre 2012, pubblicati nell’ormai noto Rapporto biennale della Commission Européenne pour l’Efficacité de la Justice, che dal 2004 è divenuto il più autorevole “certificatore internazionale” per la tendenziale misurazione e comparazione dei sistemi-giustizia in 46 (dei 47) stati membri del Consiglio d’Europa.
L’impossibilità di una assoluta precisione nella comparazione è da ascrivere, “strutturalmente”, al fatto che taluni dei parametri analizzati [v. durata dei procedimenti e statuto dei PM] non sono oggettivamente paragonabili tra i paesi censiti, a causa delle profonde differenze esistenti nei diversi ordinamenti processuali e costituzionali interni, tra cui vanno segnalate in primis:
a) l’obbligo di motivazione delle sentenze e degli altri provvedimenti [che manca del tutto in alcuni paesi oppure è previsto in misura ridotta: v. Francia e Olanda];
b) la ricorribilità (o meno) in Cassazione avverso tutti i provvedimenti giurisdizionali.
Va rilevato, ancora, che:
- i dati riportati nel Rapporto 2012 sono forniti “esclusivamente” dai singoli paesi interessati e, per tale ragione, in alcune Tavole essi risultano mancanti;
- sono riferiti, per protocollo organizzativo del censimento, alla situazione esistente al 31.12.2010;
- scontano “ontologicamente” l’impossibilità di valutare e misurare tra loro situazioni giuridiche, costituzionali e di altra natura spesso del tutto differenti;
- la stessa CEPEJ raccomanda di leggere i dati con “doverosa cautela”; - i riferimenti alle pagine indicati nelle Tabelle sono relativi alla versione in lingua francese del Rapporto 2012.
Il Dossier, anche per questa edizione, è stato predisposto e curato dal collega Gioacchino NATOLI, d’intesa con la Giunta Esecutiva Centrale.



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