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16 giugno 2010

L'Anm sul decreto Cassazione

La legge sull'ordinamento giudiziario non è solo una bruttariforma, inefficiente, punitiva ed incostituzionale.E' anche un deliberato "progetto" di divisione della magistraturain segmenti, frazioni, gruppi, ciascuno portatore di propriinteressi particolari e burocratici ed incurante degli interessigenerali della giurisdizione e della intera magistratura.


La legge sull'ordinamento
giudiziario non è solo una brutta riforma, inefficiente, punitiva
ed incostituzionale.



E' anche un deliberato "progetto"
di divisione della magistratura in segmenti, frazioni, gruppi,
ciascuno portatore di propri interessi particolari e burocratici ed
incurante degli interessi generali della giurisdizione e della
intera magistratura.



Perciò l'Associazione nazionale
magistrati ha sempre affermato che la logica della divisione e
della segmentazione - che può sembrare, in determinati momenti,
vantaggiosa per alcuni - finisce inevitabilmente con il danneggiare
"tutti"  i magistrati e "tutti" i cittadini .



E nel suo programma la Giunta
unitaria dell'Anm ha rappresentato al Csm - in termini
istituzionalmente rispettosi ma molto fermi - il pericolo insito in
"un'opera di impropria razionalizzazione di un quadro normativo
intrinsecamente inadeguato o di scelta di "parti" della nuova
disciplina cui dare prioritaria ed accelerata attuazione
".



Registro perciò con stupore e
preoccupazione la contrapposizione maturata all'interno della
componente togata  del Csm sui tempi e sui modi di attuazione
del decreto legislativo - non ancora in vigore -  che prevede
il passaggio alla qualifica di consigliere o di sostituto
procuratore generale dei magistrati di appello "applicati" presso
gli uffici della Corte nonché sui tempi di svolgimento di un
concorso ordinario per la copertura di posti di consigliere già da
tempo bandito.



Una contrapposizione improduttiva
al fine di garantire l'efficiente funzionamento della Corte di
cassazione (come risulta dall'intervento del Presidente della
Corte, Nicola Marvulli) e che rischia di compromettere il
raggiungimento dell'obiettivo comune e prioritario di tutta
l'associazione: l'abrogazione della legge Castelli e l'approvazione
in tempi brevi di un nuovo ordinamento giudiziario.



 




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